Il termine "Lotto"
sembra derivare dal verbo francese "lot"
che significa "parte
che tocca a ciascuno in una divisione o in un sorteggio".
Già i popoli antichi (egizi, greci, romani) avevano giochi che ricordano il nostro gioco del lotto.
Tuttavia, il lotto, così come lo conosciamo oggi, nasce a Genova nel XVI secolo.
Il gioco si sviluppa, inizialmente, sulla base di scommesse: i cittadini di Genova puntavano alte somme di denaro, cercando di prevedere i nomi dei nobili che sarebbero stati estratti come membri del Senato.
L'urna in cui erano poste le palline da estrarre era detta "Urna del Seminario", così il gioco del lotto era originariamente detto "Zeugo do Semenajo" ("gioco del Seminario").
La data (presunta) della nascita del gioco del lotto è il 1576, quando il patrizio genovese Benedetto Gentile ebbe l’idea associare un numero al nome di ogni candidato.
Nel XVII secolo, il gioco del lotto si diffonde da Genova, con caratteristiche leggermente diverse, in altri numerosi stati italiani come il Piemonte, lo Stato Pontificio, il Regno delle due Sicilie.
Il gioco era spesso osteggiato con motivazioni di ordine morale; tuttavia, dati i numerosi introiti che derivavano dalle giocate, i diversi stati italiani assungono, infine, il monopolio del gioco e ne redigono regolamenti ufficiali.
Nel 1871, dopo l'unificazione dell'Italia, le estrazioni, inizialmente limitate a due o tre all'anno, diventano settimanali. Vengono, anche, scelte sette città italiane dove avvengono l'estrazioni (Firenze, Milano, Palermo, Roma, Torino e Venezia) denominate comunemente ruote o compartimenti, a cui si aggiungono successivamente Bari, Cagliari e Genova. La ruota nazionale viene introdotta recentemente, nel 2005.
Il gioco del lotto, nella seconda metà del secolo XVIII, si diffonde anche in altri stati europei, introdotto da alcuni speculatori italiani.
Attualmente, ogni nazione ha il suo lotto nazionale, anche se con regole e caratteristiche diverse da quello italiano (in molti casi i numeri sono meno di 50).
Già i popoli antichi (egizi, greci, romani) avevano giochi che ricordano il nostro gioco del lotto.
Tuttavia, il lotto, così come lo conosciamo oggi, nasce a Genova nel XVI secolo.
Il gioco si sviluppa, inizialmente, sulla base di scommesse: i cittadini di Genova puntavano alte somme di denaro, cercando di prevedere i nomi dei nobili che sarebbero stati estratti come membri del Senato.
L'urna in cui erano poste le palline da estrarre era detta "Urna del Seminario", così il gioco del lotto era originariamente detto "Zeugo do Semenajo" ("gioco del Seminario").
La data (presunta) della nascita del gioco del lotto è il 1576, quando il patrizio genovese Benedetto Gentile ebbe l’idea associare un numero al nome di ogni candidato.
Nel XVII secolo, il gioco del lotto si diffonde da Genova, con caratteristiche leggermente diverse, in altri numerosi stati italiani come il Piemonte, lo Stato Pontificio, il Regno delle due Sicilie.
Il gioco era spesso osteggiato con motivazioni di ordine morale; tuttavia, dati i numerosi introiti che derivavano dalle giocate, i diversi stati italiani assungono, infine, il monopolio del gioco e ne redigono regolamenti ufficiali.
Nel 1871, dopo l'unificazione dell'Italia, le estrazioni, inizialmente limitate a due o tre all'anno, diventano settimanali. Vengono, anche, scelte sette città italiane dove avvengono l'estrazioni (Firenze, Milano, Palermo, Roma, Torino e Venezia) denominate comunemente ruote o compartimenti, a cui si aggiungono successivamente Bari, Cagliari e Genova. La ruota nazionale viene introdotta recentemente, nel 2005.
Il gioco del lotto, nella seconda metà del secolo XVIII, si diffonde anche in altri stati europei, introdotto da alcuni speculatori italiani.
Attualmente, ogni nazione ha il suo lotto nazionale, anche se con regole e caratteristiche diverse da quello italiano (in molti casi i numeri sono meno di 50).
Il gioco del lotto ha
affascinato anche poeti e scrittori come Charles Dickens,
Gabriele D'Annunzio, Emilio De Marchi, Matilde Serao.
Tratto da Charles Dickens, "Impressioni d'Italia" (Pictures from Italy 1844-45):
" Nella vita di Napoli
vi è un elemento stupefacente, sul quale conviene soffermarsi un
attimo: il gioco del lotto.
È diffuso in gran parte dell'Italia ma trova qui, per l'importanza che ha e per gli effetti che produce, il suo naturale luogo d'elezione.[...]
Mi raccontarono la storia di un cavallo imbizzarrito che ad un angolo di strada aveva scaraventato giù un uomo, lasciandolo moribondo. Il cavallo era a sua volta inseguito da un uomo che procedeva a velocità tale che si trovò sul luogo della disgrazia immediatamente dopo che questa si era verificata. Costui si gettò in ginocchio presso lo sfortunato cavaliere e gli afferrò la mano con l'espressione più afflitta di questo mondo. «Se vi è ancora vita in voi», disse, «ditemi una sola parola! Se vi resta un fiato di voce ditemi, per amor di Dio, quanti anni avete, affinchè io possa giocarmi questo numero al lotto!»."
È diffuso in gran parte dell'Italia ma trova qui, per l'importanza che ha e per gli effetti che produce, il suo naturale luogo d'elezione.[...]
Mi raccontarono la storia di un cavallo imbizzarrito che ad un angolo di strada aveva scaraventato giù un uomo, lasciandolo moribondo. Il cavallo era a sua volta inseguito da un uomo che procedeva a velocità tale che si trovò sul luogo della disgrazia immediatamente dopo che questa si era verificata. Costui si gettò in ginocchio presso lo sfortunato cavaliere e gli afferrò la mano con l'espressione più afflitta di questo mondo. «Se vi è ancora vita in voi», disse, «ditemi una sola parola! Se vi resta un fiato di voce ditemi, per amor di Dio, quanti anni avete, affinchè io possa giocarmi questo numero al lotto!»."